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LA LEGGE DEL DESIDERIO COME VOCAZIONE INDISTRUTTIBILE.

Il desiderio non è opposto alla legge, ma è il nome più proprio della Legge, quindi una sorta di vocazione , inclinazione di stortura che definisce la particolarità più propria del soggetto .
Come mi accorgo di qual’è il mio vero desiderio? Se sono nella legge del desiderio io sono soddisfatto, se non sono nella legge del mio desiderio mi ammalo. In mezzo c’è la società ,le condizioni materiali, che non sono cose da poco, ma non riducono il punto.
Se io mi allontano dalla mia inclinazione io mi ammalo, perché lavoro contro me stesso, realizzo il desiderio di un altro non il mio, le attese dei miei genitori non la mia e non c’è incubo peggiore di un essere umano che svegliarsi trovandosi prigioniero del sogno di un altro.
C’è una polarità intersoggettiva ed una egoistica-soggettiva del desiderio.
Provo di spiegarmi.
Quando diciamo che un desiderio di un essere umano è desiderio del desiderio dell’altro, dunque è per esempio domanda d’amore, dobbiamo aggiungere anche che questo può diventare una malattia, cioè se io piego completamente il mio desiderio alla necessità che esso sia riconosciuto dal desiderio dell’altro, io inseguirò costantemente il desiderio dell’altro cioè il riconoscimento del desiderio da parte del desiderio dell’altro senza più sapere che cosa io desidero.
L’isteria per Lacan è la struttura clinica che più di tutte rappresenta questo contorcimento del desiderio dell’altro su sé stesso nella misura in cui l’isterica che insegue costantemente il desiderio dell’altro per essere lei destinataria di quel desiderio alla fine della sua vita si chiede: ma io che cosa desidero? Io che ho desiderato sempre il desiderio dell’altro. E’ chiaro che il desiderio senza il desiderio dell’altro muore, cioè non sarebbe possibile, ma al tempo stesso per avere un mio desiderio devo poter relativamente separarmi dal desiderio dell’altro e da questo punto di vista rifondare lo stesso principio con cui a volte noi pensiamo l’egoismo.
C’è un aspetto di irresponsabilità nella responsabilità del desiderio, cioè nella misura in cui io penso : se non mi fate fare questo io muoio, la mia vita è vita falsa, e badate bene questo non è egoismo. L’egoismo sarebbe che io desideri che tu abbia il mio desiderio.
Per questo quando un genitore ha dei desideri sui figli, ha delle aspettative sui figli, rischia di attribuire dei destini che non sono mai felici.
Dunque il vero dono è quello della libertà del desiderio, che è da intendersi tutt’altra cosa dal capriccio.
Proprio perché ho cercato di spiegare che se un desiderio è una Legge è l’opposto del capriccio. Desiderio è quando sento che se non prendo questa via, ne va di tutta la mia vita.
Rispondere al desiderio non è fare ciò che si vuole, ma rispondere ad una Legge, solo che questa legge non è scritta nei libri di diritto ma è scritta nel mio cuore. Freud definiva indistruttibile la vocazione del desiderio.


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