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LA SOFFERENZA CHE PARALIZZA : UNA CURA POSSIBILE

Per parlare dell'argomento ho pensato di rispondere ad alcune domande tra le più frequenti che nel mio studio a Bologna e Modena mi sono state poste in merito.
Ho un attacco di panico?
Molte volte le persone provano manifestazioni per loro inspiegabili alle quali non riescono a dare un senso e che hanno come denominatore comune una sensazione radicale di terrore e imprevedibilità. Molti definiscono l'attacco di panico improvviso e terribile, incontrollabile e soprattutto inaspettato. Una descrizione che mi capita spesso si ascoltare riguardo l'attacco di panico è: "un fulmine a ciel sereno senza cause apparenti, da cui insorge uno stato di spavento angosciante, anche paura di morire a volte, che dura nel tempo".
Quali sono i sintomi di un attacco di panico?
I sintomi più ricorrenti di un attacco di panico hanno la forma del terrore di poter morire o di impazzire o ancora di avere un attacco di cuore. Il corpo è fuori controllo: batte forte, la respirazione si fa affannosa, la sudorazione si altera, a volte si presentano tremori ed un senso di estraniazione.
Attacco di panico e attacco d'ansia possono essere confusi ma la differenza principale riguarda la il tempo in cui si sviluppa il fenomeno. Il panico si sviluppa nell'attualità, la catastrofe è adesso. Ci si ritrova soli, fragili, esposti ad un evento del quale si ha la sensazione di non avere il controllo.
L'angoscia e l'ansia, al contrario, si collocano al futuro. Il danno è solo temuto ma ancora non è in atto. La crisi di panico pone il soggetto di fronte ad il limite brutale della vita umana, della vita sempre appesa ad un filo, condizione comune a tutti ma di solito non del tutto consapevole. Con l'attacco di panico questa fragilità emerge improvvisamente in tutto il suo orrore e straripa fino a sommergere il soggetto.
L'attacco di panico ha delle cause?
L'attacco di panico coincide con una caduta dell'identità; ci si ritrova soli e privati delle abituali protezioni date dal sapere chi siamo.
La solidarietà, l'amore, i legami forti contrastano il panico; la solitudine, la rivalità esasperata, la conflittualità accesa invece lo favoriscono. Il panico è causato dall'incontro con una minaccia incontrollabile.
Quando per il soggetto i legami affettivi, che fino a quel momento avevano ridotto ai suoi occhi il pericolo, vengono meno, quando i legami reciproci cessano di esistere, allora può scatenarsi la paura sconfinata e irragionevole nella forma estrema dell'attacco di panico.
Non è un caso che molte persone mi chiedano aiuto in alcuni momenti di transizione particolari della loro vita: il trasferirsi in un'altra città diversa da quella della famiglia per lavoro o studio, oppure cambiamenti improvvisi e inaspettati nella propria vita affettiva.
In alcuni casi la spinta al godimento solitario dell'oggetto, faccio riferimento al cibo, all'alcool, alle droghe, ad internet, agli oggetti di consumo in generale, orienta al disinteresse per gli latri e all'indifferenza verso il legame e si mostra come il tratto decisivo alla base della massiccia diffusione degli attacchi di panico.
La psicoanalisi mi può aiutare?
Chi soffre di un attacco di panico solitamente all'inizio tende ad attribuire la causa del suo sintomo ad un malfunzionamento organico. Generalmente i primi testimoni della diffusione attuale del sintomo sono i medici di famiglia e i reparti di pronto soccorso degli ospedali. Per lo psicoanalista la causa del panico è nell'inconscio dell'individuo, è quindi mascherata, e risiede anche nei suoi legami con gli altri.



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